Capitolo 02 - Eroico Rosso
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La Viticoltura Eroica

Dove la montagna diventa vigna

In Valtellina la vite non cresce “comoda”.

Si arrampica lungo pendii ripidi, sostenuta da migliaia di muretti a secco, e occupa spazi conquistati alla roccia nel corso dei secoli. I vigneti si sviluppano su terrazzamenti stretti e scoscesi, dove l’impiego delle macchine è spesso difficile o impossibile.

I viticoltori percorrono i filari a piedi, affrontano i dislivelli e trasportano uve e strumenti lungo sentieri e scalinate. Ogni vendemmia richiede tempo, esperienza e dedizione.

Le macchine si fermano. Restano i passi, le mani e la conoscenza di chi ha scelto di coltivare questi versanti.

È per questo che la viticoltura valtellinese viene definita eroica.

Una storia lunga secoli

Le prime testimonianze scritte della viticoltura in Valtellina risalgono al IX secolo.

Attorno all’anno Mille, le comunità monastiche contribuirono a consolidare il rapporto tra la valle e la vite. Dal XIV secolo, i terrazzamenti si estesero lungo i pendii, trasformando profondamente il paesaggio.

La montagna diventò vigna.

Da allora, la viticoltura rappresenta per la Valtellina non soltanto un’attività agricola, ma un’espressione di identità e appartenenza.

I muretti a secco

Sono molto più che pietre.

I muretti a secco sostengono i terrazzamenti, trattengono il terreno, regolano il passaggio dell’acqua e proteggono i versanti. Vengono costruiti senza malta, accostando le pietre attraverso una tecnica che richiede esperienza e precisione. L’arte della costruzione in pietra a secco è riconosciuta dal 2018 come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.

Un sapere antico che continua a vivere nel paesaggio valtellinese.

Il versante del sole

Gran parte dei vigneti si sviluppa sul versante retico della Valtellina, esposto a sud.

La pietra dei terrazzamenti assorbe il calore del sole e lo restituisce lentamente. L’altitudine, la ventilazione e le escursioni termiche accompagnano la maturazione delle uve e ne definiscono il carattere.

Il Nebbiolo diventa Chiavennasca

Su questi versanti cresce soprattutto il Nebbiolo, che in Valtellina prende il nome di Chiavennasca.

Qui il vitigno incontra condizioni particolari e sviluppa un’espressione profondamente legata alla montagna. Da queste uve, selezionate e lasciate appassire, nascerò io: lo Sforzato di Valtellina DOCG.