Capitolo 3 - Eroico Rosso
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Lo Sforzato di Valtellina DOCG

Dove il tempo diventa carattere

Sono lo Sforzato di Valtellina DOCG, il vino simbolo della Valtellina.

Nasco da un incontro tra la montagna, il Nebbiolo e un sapere tramandato nel tempo.

La mia produzione richiede cura, pazienza e la capacità di attendere: dalla scelta dei grappoli all’appassimento, dalla vinificazione al lungo affinamento.

Sono un vino rosso passito secco, intenso e strutturato, ma non dolce.

È questa una delle caratteristiche che mi rendono unico.

Dal Nebbiolo alla Chiavennasca

Nasco da uve Nebbiolo, chiamate localmente Chiavennasca, provenienti dai vigneti più vocati della Valtellina.

Il disciplinare prevede che siano presenti per almeno il 90%. Solo i grappoli più sani, integri e leggermente spargoli vengono selezionati per affrontare il lungo periodo di appassimento. È una scelta che comincia in vigna e continua in cantina, affidata alla sensibilità e all’esperienza di ogni produttore.

Un nome che racconta un gesto

Il mio nome richiama l’antica pratica valtellinese di “sforzare” le uve attraverso l’appassimento. Dopo la vendemmia, i grappoli perdono lentamente parte dell’acqua. I succhi si concentrano, insieme agli zuccheri, ai profumi e alle sostanze che contribuiranno a definire il carattere del vino.

Non è uno sforzo imposto, ma un processo naturale accompagnato con attenzione, nel rispetto del tempo e dell’equilibrio delle uve.

L’arte di sapere aspettare

Dopo la raccolta, le uve vengono adagiate nei tradizionali fruttai o in locali appositamente aerati.

Qui inizia una lenta disidratazione naturale che prosegue fino all’inizio di dicembre. Perdendo parte dell’acqua, gli acini concentrano i propri succhi e sviluppano una maggiore ricchezza aromatica.

Dal 1° dicembre le uve possono essere pigiate. Durante la fermentazione, gran parte degli zuccheri viene trasformata in alcol: è così che prende forma il mio carattere secco.definiscono il carattere.

Una denominazione, una garanzia

Nel 2003 lo Sforzato di Valtellina DOCG è diventato il primo vino rosso passito secco italiano a ottenere il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

Prima di poter essere messo in commercio deve affrontare almeno 20 mesi di invecchiamento e affinamento, dei quali almeno 12 in legno. Un’attesa necessaria per permettere alla concentrazione delle uve, alla struttura del Nebbiolo e al lavoro in cantina di trovare equilibrio.

Il mio carattere nel calice

Nel calice presento un colore rosso rubino, che con il tempo può assumere riflessi granato. Il profumo è intenso e ampio, con sentori di frutta matura e spezie.

Al palato sono asciutto, caldo, morbido e strutturato, con un carattere deciso accompagnato dall’eleganza tipica del Nebbiolo valtellinese.

Posso accompagnare piatti saporiti, carni, brasati e formaggi stagionati, ma anche diventare un vino da assaporare lentamente, lasciando che ogni sorso racconti la propria storia.